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lunedì 28 giugno 2010

dedizione

e in questo momento intenso, in cui si realizza il mio primo progetto importante..non esserci. O meglio..esserci solo per questo. Non essere amante, non essere più amica nè amante, non essere figlia, (con sgomento arrabbiato di mia madre)e nemmeno quasi fusis. Essere solo il progetto e tutto quello che gli ruota strettamente intorno. Dormire per quello, svegliarsi con la sua idea, senza mai tregua nè riposo. E non riuscire a dedicarsi ad altri o ad altro. Nemmeno lo spazio per uno spillo.
E non capire più il confine tra passione viscerale e concentrazione maniacale...

giovedì 19 novembre 2009

CHE SI FA?

Se lavori in una grande città. Se in questa grande città ti sei anche laureata. Se sai che in questa città c’è la cupola e non parli di quella di san pietro, ma di una specie di mafiapoliticainciuciolobbymassoneria. Se ti capita per giri strani di entrare in contatto con un cliente grande. Ma proprio grande e questa volta sai di poter gestire bene un progetto complesso, ma sai anche che su questo ti scommetti credibilità e fiducia soprattutto con te stessa. Se ti trovi in diretta concorrenza con un altro professionista e scopri che questo professionista è stato uno dei tuoi professori più temibili. Se questo professionista era un professore che ti trattava con sufficienza e boria ed ora al telefono ti dà del lei e ti tratta con deferenza. Se però lo temi ancora perché sai come funzionano le cose sotto la città cupolata, dove non sempre vince il più bravo o il più talentuoso, ma spesso vince il più forte. Se sai che da tutto questo puoi uscire o vincitrice più totale o perdente assoluta e che da questo dipende la tua carriera….
Se non sai se avere paura e nasconderti o lottare unghie e denti
Che si fa?

venerdì 13 febbraio 2009

SI SALTAAAA!!!!


Devo fare un salto..
vorrei, come da bambina, una mano, due braccia tese ed una voce che ti dice “dai, dai non avere paura che ti prendo io!” Come quando dovevi scendere da un muretto o buttarti in acqua o saltare una buca ….. e allora chiudevi gli occhi e ti buttavi. E poi scoprivi che non era successo nulla…
Ma forse crescere significa che devi saltare e basta e stare a vedere cosa succede e fidarti che con le tue forze non cadrai E CHE TUTTO SARà PIù BELLO CHE MAI

giovedì 4 settembre 2008

NUOVO?

Lunedì colloquio di lavoro. Questo intanto per mettere il naso fuori, per ribellarmi alle prepotenze e ai maschilismi, per dimostrare che posso muovermi e che il cambiamento non sempre è così drammatico. Questo perchè il mio capo, dopo 4 anni di sacrifici di tempo e denaro, ha deciso di offrire ai due nuovi arrivati ( di cui non mi permetto di discutere le capacità, ma solo l'esperienza qui dentro) lo stesso mio compenso...peccato che non siano gravati dalle stese responsabilità! Niente honeri et honori.
La nuova fusis fa poche polemiche, ma impara a dire no con i fatti. Magrai non nadrà come spero, ma magari sì............................non può piovere per sempre

lunedì 9 giugno 2008

il tempo lo dirà! Il tempo e la volontà


“Allora devi cambiare lavoro!”
Non è il primo che mi dice così. Un’altra persona è stata in parte smentita. Il tempo è gentiluomo e dirà chi ha ragione. Un sommesso, ma deciso VEDREMO…l’ho masticato tra i denti uscendo dalla stanza del capo.
All’inizio le parole sono scivolate, ma subito mi sono sentita investita da un ceffone in piena faccia.
“Non devi cedere, la cosa non deve toccarti, non puoi essere sempre così vulnerabile e così debole dentro. Le cose che ti dicono non possono sconquassarti sempre. Valuta la loro importanza, pesale e decidi se ne vale la pena.”
Per un attimo la tentazione è stata quella di lasciare andare l’acqua salata, di farla scorrere. Ma poi, come sempre, denti stretti e pugni chiusi. E così si va avanti. Con la mia pancia che si gonfia per il nervoso e che reagisce per tutte le volte e con tutta la violenza che dovrei avere io.
Vorrei tornare sull’argomento, tornare di là e dire le mie ragioni. Invece rimarrò qui a fare finta che tutto sia scivolato via veloce sopra la corazza che non ho e che fingo di avere.
Pensando se sia meglio andare via senza voltare le spalle e provare la mia strada o continua e sprecare vita e felicità…ma con una sicurezza economica in più….

martedì 20 maggio 2008

RABBIA


Tanto va bene così va bene a tutti così: E’ un incubo che mi perseguita dalla scuola. Sono la sempre unica (o quasi) extraterrestre che si arrabbia, che si sbatte, che ha la bile, che recalcitra. Che risponde e che si inca…
A tutti sembra normale. Avere i piedi in testa, in faccia
Che ci sottopaghi. Che non ci paghi per mesi. Che sia prepotente e pretenzioso.
Che sia un bambino viziato e capriccioso.
Che faccia scontare a noi errori suoi.
Che pretenda sempre il massimo dando il minimo.
Che riesca sempre a farla franca sulla pelle e sulla buona fede degli altri.

Sono arrabbiata e voglio andare via…vorrei soffiare così forte da far volare via tutto lo studio e tutte le persone qui intorno. Fogli che volano ovunque, sedie a terra e persone trascinate via dal vento.

Chissà perché ogni volta penso di trovare appoggio, di avere supporto almeno dalle persone più vicine che lavorano qui. Invece…. Il deserto dei Tartari….il silenzio dei Conigli.
Mi sale una rabbia bruciante che si porta via tutta la buona volontà e tutta la passione per il lavoro, tutto l’amore e l’allegria. Stringe e sale dalla gola agli occhi dove diventa acqua ed esce. Finalmente.
La rabbia bruciante è perché so di non avere scelta, di non poter mollare tutto. Non ancora.
La rabbia bruciante è perché la mia buona volontà ed il mio lavoro attento , la mia fatica ed i sacrifici non meritano questa ricompensa. La rabbia è quella di dover chinare il capo non di fronte ad una superiorità di carattere o di capacità o di talento, ma puramente economica. Dover restare solo per foglietti di carta colorata. Questa io non la chiamo libertà.