A volte si sta in silenzio perché non si ha nulla da dire….
A volte invece le cose sono troppe. Arrivano al cervello, roteano veloci, il cuore batte più forte. E
tutto si intasa nella mano. Che non riesce a scrivere.
Oggi giornata grigia. Giornata di lamenti e brontolii.
stranita
da uno che mi mette in discussione sul lavoro, senza sapere bene invece cosa c’è dietro. Con
l’instabilità, con la terra che sembra scuotersi forte sotto i piedi. E sembra, dopo un po’, di avere
meno forza. Uno che ti mette in discussione fin dalle radici, che rimette in gioco pesantemente tutta
la tua fatica di anni. E rimani ferma a guardarti nelle tasche e non sai bene se puntare i piedi o
cominciare la demolizione. Sai che ad una certa età e dopo un po’ di anni di lavoro non può
scombussolarti così una semplice critica Epperò ti senti giùgiù. Lo stesso.
stranita
Da persone sempre con il dito puntato, sempre a giudicare, sempre a dire che gli altri non vanno
bene e che dovrebbero fare questo e quello. Sempre maestrine con la penna rossa della vita che
non si mettono mai in discussione. E mai, mai un attimo a guardarsi dentro. Mai un’ombra di
autocritica. Mai le ho sentite dire..”ma che stronzata che ho fatto con quella persona, come mi sono
comportata male, che peccato!” oppure semplicemente chiedersi se potrebbero essere anche loro ad
aver sbagliato qualcosa e magari ad avere voglia di capire insieme.
Eppure..caspita è normale, capita a tutti di avere dei periodo no, degli slanci di brutto egoismo,
degli attacchi di bambinite. Si sbaglia, ci si corregge, ci si confronta. Ma non sempre con livore.
stranita
anche dal livore di alcune persone. Costante come un velo di nebbia che si espande su tutto e tutto
permea. Anche gli affetti più cari. Critiche, osservazioni pungenti, aggressività, rabbia. Sempre una
battuta tagliente per tutti, sempre un’invettiva.
Effattela una risata ogni tanto che tanto il mondo mica lo salvi tu. E abbracciala un’amica ogni tanto
anche se non ha fatto tutto quello che volevi o tutto quello che ti aspettavi o tutto quello che poteva.
Ascolta solo il bene che le vuoi e che sale dal cervello al cuore e tutto quello che vuoi è ridere con
lei e vederla e bere un tè insieme ecchissenefrega di chi c’ha ragione!
Ma a volte non si potrebbe essere dolci, spiritosi, un po’ superficiali perfino. A volte si può
sorridere degli errori degli altri, si può giocare, si può fare dell’ironia su quelle che ci sembrano
delle stupidità o delle superficialità. Oppure si può cercare di guardare, di osservare…tutti ci
insegnano qualcosa…beh quasi tutti ☺! Ma molte persone, anche quelle più impensate è capitato
che mi insegnassero delle cose a cui io non avevo pensato. Che mi facessero guardare una
situazione in modo diverso.
Stranita
dalla pioggia e dalle date e dalle ricorrenze e dalla malinconia che a volte non se ne va..
giovedì 5 novembre 2009
lunedì 2 novembre 2009
giovedì 8 ottobre 2009
non te li dò..manco se m'ammazzi
i mobili non te li dò. Mi dispiace. Anzi non mi dispiace nemmeno.
Non sarò ragionevole, non sarò equa (non di equità universale almeno), non sarò politicamente corretta.
Dopo un anno con le tue cose tra i piedi, dopo le sparizioni dettate dal tuo spirito guida, dopo le bugie grosse come cammelli gobbi, dopo le umiliazioni, dopo che la mia casa è stata usata come un magazzino.
Dopo essermi ritrovata con i nostri debiti che sono diventati i miei, dopo che ho dovuto gestirmi il contratto della casa intestato a me con una fidejussione mia a garanzia.
Dopo che mi sono sentita dire che ero un pò rincoglionita e che non sembravo nemmeno la stessa fusis di sempre, con le palle e decisionista e che non si fa mettere i piedi in testa perchè ti facevo fare tutto quello che volevi.
Adesso hai sistemato tutte le tue cose, tutti i tuoi conti e VUOI la metà dei mobili.
Non te li dò. Per due motivi fondamentali:
il primo è che non posso ancora una volta difendere i tuoi diritti a scapito dei miei (che in questo momento e senza ancora un lavoro sicuro non saprei come fare senza), ancora una volta favorirti sfavorendomi.
il secondo è che ognuno nella vita fa delle scelte e quando sceglie acquista una cosa e ne perde un'altra. Sta nel gioco. Hai chiuso la porta e ti sei lasciato dietro la nostalgia, i legami, i doveri, i ricordi. E va bene così. Me lo sono fatta nadare bene per forza. E ti ho aiutato comunque. Anche quando ho saputo che solo due mesi dopo eri a casa con lei.
Perchè così era per te più facile ricominciare. Da zero, senza guardarsi alle spalle. Dimenticando semplicemente.
Ora ti prendi la responsabilità di una porta chiusa che è anche una perdita, un taglio, un presente che non avrai più. Se c'è ancora una casa, se ci sono ancora dei mobili, se ci sono ancora alcune cose a cui tenevi è grazie alla rincoglionita che si è rimbccata le maniche ed ha saputo mantenere tutto anche quando sembrava più facile buttare tutto all'aria.
Mi spiace..la rinco si è svegliata dal lungo sonno e vuole farsi un regalo nel giorno del suo compleanno... girare le spalle senza timorirancorisensidicolpa, tornare a difendere la sua vita nuova e felice e meritata.
Quindi dì alla tua nuova fidanzataconvivente che voleva cucinare torte nel mio forno...che può aspettare che le passi. Fusis è tornata con le palle e la spada sguainata quando serve a difendere il suo territorio.
Benvenuto nuovo anno :)!!
Non sarò ragionevole, non sarò equa (non di equità universale almeno), non sarò politicamente corretta.
Dopo un anno con le tue cose tra i piedi, dopo le sparizioni dettate dal tuo spirito guida, dopo le bugie grosse come cammelli gobbi, dopo le umiliazioni, dopo che la mia casa è stata usata come un magazzino.
Dopo essermi ritrovata con i nostri debiti che sono diventati i miei, dopo che ho dovuto gestirmi il contratto della casa intestato a me con una fidejussione mia a garanzia.
Dopo che mi sono sentita dire che ero un pò rincoglionita e che non sembravo nemmeno la stessa fusis di sempre, con le palle e decisionista e che non si fa mettere i piedi in testa perchè ti facevo fare tutto quello che volevi.
Adesso hai sistemato tutte le tue cose, tutti i tuoi conti e VUOI la metà dei mobili.
Non te li dò. Per due motivi fondamentali:
il primo è che non posso ancora una volta difendere i tuoi diritti a scapito dei miei (che in questo momento e senza ancora un lavoro sicuro non saprei come fare senza), ancora una volta favorirti sfavorendomi.
il secondo è che ognuno nella vita fa delle scelte e quando sceglie acquista una cosa e ne perde un'altra. Sta nel gioco. Hai chiuso la porta e ti sei lasciato dietro la nostalgia, i legami, i doveri, i ricordi. E va bene così. Me lo sono fatta nadare bene per forza. E ti ho aiutato comunque. Anche quando ho saputo che solo due mesi dopo eri a casa con lei.
Perchè così era per te più facile ricominciare. Da zero, senza guardarsi alle spalle. Dimenticando semplicemente.
Ora ti prendi la responsabilità di una porta chiusa che è anche una perdita, un taglio, un presente che non avrai più. Se c'è ancora una casa, se ci sono ancora dei mobili, se ci sono ancora alcune cose a cui tenevi è grazie alla rincoglionita che si è rimbccata le maniche ed ha saputo mantenere tutto anche quando sembrava più facile buttare tutto all'aria.
Mi spiace..la rinco si è svegliata dal lungo sonno e vuole farsi un regalo nel giorno del suo compleanno... girare le spalle senza timorirancorisensidicolpa, tornare a difendere la sua vita nuova e felice e meritata.
Quindi dì alla tua nuova fidanzataconvivente che voleva cucinare torte nel mio forno...che può aspettare che le passi. Fusis è tornata con le palle e la spada sguainata quando serve a difendere il suo territorio.
Benvenuto nuovo anno :)!!
martedì 6 ottobre 2009
perplessa
dimenticavo....
subito dopo l'approvazione dello scudo fiscale. Dopo gli scandali vari, dopo il circo che siamo diventati, dopo l'intervento autoelogiante del Cavaliere alla presenza di uno Zapatero perplesso. Dopo mesi dagli scandali morali.
Dopo ognuno di questi avvenimenti esco di casa..mi guardo intorno attenta...ci sarà qualcuno arrabbiato, capannelli di gente che organizzano manifestazioni, persone indignate che parlano dell'accaduto come quelli che si formavano la domenica quando abitavo a san lorenzo dopo le partite per sdegnarsi del comportamento dell'arbitro o del guardalinee, signore infastidite che mentre fanno la spesa si lamentano...... almeno qualcuno che legge il giornale indispettito....
NULLA. SILENZIO TOTALE. Allora penso che forse i miei connazionali semlicemente facciano uso di tavor e che quindi tutte le reazioni siano alterate da questo potente farmaco.
Vado in un negozio di musica dove vendono anche biglietti per i concerti. Distribuiscono i biglietti per uto ughi. All'improvviso i biglietti finiscono, il banco chiude e le persone in fila da un pò vengono invitate a tornare l'indomani. PUTIFERIO. Proteste, atti di ribellione, commenti al vetriolo, persone che rimangono lì per una specie di sit in.............. ?????????????????????????????? cioè....fatemi capire BENE.......................... TOCCATECI TUTTO MA NON UTO UGHI?? Fate tutte le schifezze che vi pare, depenalizzate il reato fiscale, abolite la condotta morale e l'esempio che dovrebbe dare un capo di stato, sbaragliate tute le regole elementari di buona educazione, ma non toccateci i biglietti dei concerti???
ma che ci prende??
subito dopo l'approvazione dello scudo fiscale. Dopo gli scandali vari, dopo il circo che siamo diventati, dopo l'intervento autoelogiante del Cavaliere alla presenza di uno Zapatero perplesso. Dopo mesi dagli scandali morali.
Dopo ognuno di questi avvenimenti esco di casa..mi guardo intorno attenta...ci sarà qualcuno arrabbiato, capannelli di gente che organizzano manifestazioni, persone indignate che parlano dell'accaduto come quelli che si formavano la domenica quando abitavo a san lorenzo dopo le partite per sdegnarsi del comportamento dell'arbitro o del guardalinee, signore infastidite che mentre fanno la spesa si lamentano...... almeno qualcuno che legge il giornale indispettito....
NULLA. SILENZIO TOTALE. Allora penso che forse i miei connazionali semlicemente facciano uso di tavor e che quindi tutte le reazioni siano alterate da questo potente farmaco.
Vado in un negozio di musica dove vendono anche biglietti per i concerti. Distribuiscono i biglietti per uto ughi. All'improvviso i biglietti finiscono, il banco chiude e le persone in fila da un pò vengono invitate a tornare l'indomani. PUTIFERIO. Proteste, atti di ribellione, commenti al vetriolo, persone che rimangono lì per una specie di sit in.............. ?????????????????????????????? cioè....fatemi capire BENE.......................... TOCCATECI TUTTO MA NON UTO UGHI?? Fate tutte le schifezze che vi pare, depenalizzate il reato fiscale, abolite la condotta morale e l'esempio che dovrebbe dare un capo di stato, sbaragliate tute le regole elementari di buona educazione, ma non toccateci i biglietti dei concerti???
ma che ci prende??
LE CASE 1 puntata
giro per le case a fare sopralluoghi. Ne vedo circa 100 al giorno. 100 vite 100 famiglie. Ne potrei scrivere un libro. Guardo tutto incantata con la curiosità forte che mi accompagna.
e pensieri i libertà..................................
le mogli non scendono in cantina. Hanno paura del buio e degli animali. A malapena sanno dov'è la cantina e se ce l'hanno.
Le mogli non sanno nulla di impianti e appena chiedi loro dettagli tecnici chiamano il marito al cellulare.
Le mogli sono a casa a fare le torte.
Come 50 anni fa.
Le case dei 70enni. Giovani negli anni 60.
Le camerette dei figli ormai grandi sono imbalsamate alla loro adolescenza. Figli con figli a loro volta, figli lontani o vicini o separati o semplicemente ancora lì con i disegni di bambino e i peluches sulle librerie.
Le case dei 70enni hanno il salotto buono e il crocifisso sul letto.
e pensieri i libertà..................................
le mogli non scendono in cantina. Hanno paura del buio e degli animali. A malapena sanno dov'è la cantina e se ce l'hanno.
Le mogli non sanno nulla di impianti e appena chiedi loro dettagli tecnici chiamano il marito al cellulare.
Le mogli sono a casa a fare le torte.
Come 50 anni fa.
Le case dei 70enni. Giovani negli anni 60.
Le camerette dei figli ormai grandi sono imbalsamate alla loro adolescenza. Figli con figli a loro volta, figli lontani o vicini o separati o semplicemente ancora lì con i disegni di bambino e i peluches sulle librerie.
Le case dei 70enni hanno il salotto buono e il crocifisso sul letto.
lunedì 5 ottobre 2009
non è solo lavoro
G. ha deciso di cambiare lavoro. E' uno degli ingegneri più bravi che conosca. Ma è stanco. Non ha il padre ingegnere, nè la fidanzata ricca. Non fa politica. Lavora coscienziosamente ed è onesto. Per questo deve inseguire i clienti per farsi pagare e deve contrattare sul prezzo come al mercato. Lui non è convinto che la sua professionalità possa essere barattata o contrattata.
G. non arriva bene alla fine del mese, dopo i 30 anni abita ancora con i genitori e forse si chiede quando potrà essere indipendente.
A. è demoralizzato. Pieno di talento. Ma vaga per uffici facendo pratiche amminstrative. C'è crisi e gli architetti non li cerca nessuno. A. torna dal comune ed ha incontrato i nostri compagni dell'università. Quelli che studiavano solo per fare contenti i genitori. Quelli che si facevano le canne in bagno e che prendevano sempre tutto poco sul serio. Si sente frustrato perchè loro fanno le stesse cose che deve fare lui. Lui che non dormiva la notte per studiare. Lui che fa disegni meravigliosi con l'anima dentro. Lui che parla poco e che è un pò orso, ma nella progettazione dice milione di cose.
Io passo da un lavoro all'altro senza pace. Corro, rotolo, stringo i denti e i pugni, urlo, mi preoccupo, a volte non dormo la notte e mi chiedo se potrò continuare e mantenere la mia casa. Ascolto lamentele di clienti che mi trattano come una guardia medica senza orari nè vita. Faccio per mesi estenuanti sopralluoghi per un ente che forse pagherà tra sei mesi, forse non pagherà.
Vado in uffici puzzolenti con impiegati (ops scusate tecnici ;)!) svogliati. E a volte mi chiedo se sarebbe il caso di pensare ad un altro lavoro. A volte sono d'accordo con A. e G.
Ma poi entro in cantiere, poi penso che le mie idee si faranno spazi, che una casa demolita diventerà accogliente. Poi guardo una struttura, accarezzo un muro. Poi provoco emozioni con i colori e con le luci. Poi rimango nelle stanze ancora incerte a guardare la danza della luce attraverso le finestre ed osservo cose che vedo solo io.
A volte salgo sulle terrazze inaccessibili di roma e mi sembra di avere tutta la città in pugno...ed anche questo è il mio lavoro. A volte vedo la gioia e la soddisfazione dopo la fatica del cantiere e dopo la preoccupazione..e anche questo è il mio lavoro. In queste volte io so che non potrei vivere senza queste cose e vorrei dire ad A. e a G. che non possiamo mollare. Che non possiamo lasciare tutto nelle mani di raccomandati e furbetti senza cuore nè anima, che non sanno la gioia e l'emozione. Dobbiamo tenere duro per tutti i nostri sogni, per tutte le nottate passate sui libri o davanti al pc. Dobbiamo tenere duro almeno noi.
G. non arriva bene alla fine del mese, dopo i 30 anni abita ancora con i genitori e forse si chiede quando potrà essere indipendente.
A. è demoralizzato. Pieno di talento. Ma vaga per uffici facendo pratiche amminstrative. C'è crisi e gli architetti non li cerca nessuno. A. torna dal comune ed ha incontrato i nostri compagni dell'università. Quelli che studiavano solo per fare contenti i genitori. Quelli che si facevano le canne in bagno e che prendevano sempre tutto poco sul serio. Si sente frustrato perchè loro fanno le stesse cose che deve fare lui. Lui che non dormiva la notte per studiare. Lui che fa disegni meravigliosi con l'anima dentro. Lui che parla poco e che è un pò orso, ma nella progettazione dice milione di cose.
Io passo da un lavoro all'altro senza pace. Corro, rotolo, stringo i denti e i pugni, urlo, mi preoccupo, a volte non dormo la notte e mi chiedo se potrò continuare e mantenere la mia casa. Ascolto lamentele di clienti che mi trattano come una guardia medica senza orari nè vita. Faccio per mesi estenuanti sopralluoghi per un ente che forse pagherà tra sei mesi, forse non pagherà.
Vado in uffici puzzolenti con impiegati (ops scusate tecnici ;)!) svogliati. E a volte mi chiedo se sarebbe il caso di pensare ad un altro lavoro. A volte sono d'accordo con A. e G.
Ma poi entro in cantiere, poi penso che le mie idee si faranno spazi, che una casa demolita diventerà accogliente. Poi guardo una struttura, accarezzo un muro. Poi provoco emozioni con i colori e con le luci. Poi rimango nelle stanze ancora incerte a guardare la danza della luce attraverso le finestre ed osservo cose che vedo solo io.
A volte salgo sulle terrazze inaccessibili di roma e mi sembra di avere tutta la città in pugno...ed anche questo è il mio lavoro. A volte vedo la gioia e la soddisfazione dopo la fatica del cantiere e dopo la preoccupazione..e anche questo è il mio lavoro. In queste volte io so che non potrei vivere senza queste cose e vorrei dire ad A. e a G. che non possiamo mollare. Che non possiamo lasciare tutto nelle mani di raccomandati e furbetti senza cuore nè anima, che non sanno la gioia e l'emozione. Dobbiamo tenere duro per tutti i nostri sogni, per tutte le nottate passate sui libri o davanti al pc. Dobbiamo tenere duro almeno noi.
mercoledì 5 agosto 2009
NUOVA RINASCITA
Un anno esatto o poco più. Un anno troppo difficile. Strappati via i punti fermi, tolte radici e certezze (oggi direi presunte). Un cammino tutto in salita. All'aria amore e lavoro. Amicizie da riallacciare. Vuoto e nero.
Poi il cammino lentissimo. La cucina completamente allagata per le violente piogge invernali, un lavoro brutto in un posto peggiore e maleodorante, gli amici di lavoro sparpagliati dalla distanza e dallo scoraggiamento. La serata da incubo in cui lo studio ha chiuso con te (capo e mentore) che mi vomiti addosso tutta la tua frustrazione umiliandomi per il gusto di sentire il potere.
E ogni pochi mesi tutto da rifare.
Ma sempre l'ostinazione di tenere vicine solo le cose che contavano veramente anche quando era facile davvero appigliarsi a finte ceretezze di convenienza.
Un anno in un una casa diventata ostile, in una pelle che non faceva più da scudo e sembrava lasciarmi scoperta ad ogni intemperia esterna.
Sempre la certezza che il cammino doveva avere il mio ritmo, anche a chi mi diceva che era lento.
Ora, un anno dopo, una VITA NUOVA. Al mare con gli amici vicini in questi mesi, parole calde e colorate, vento tra i capelli e abbracci. Il compleanno di C., aperitivo allegro e complimenti e premure di amiche nuove e intense.
Nuovi interessi (o forse i miei di sempre, ma ritrovati più intensi). Mille contatti e menti, mille letture e tanta umanità. Il bene che esce quando vuole e con chi vuole, sereno senza aspettarsi nulla in cambio. Anche con chi non lo merita davvero. Anche con il mio ex. Irrispettoso ed egoista. Per lui sono stata negli ultimi mesi, magazzino e fonte di conferma per un ego incerto.
Sorrido, anche con punte di amarezza.
La nuova fusis, più forte e più disposta ad essere debole quando serve, più consapevole. Nuove abitudini, nuovi percorsi. Nuovi occhi che sorridono.
E una nuova anima da scoprire...con cui dormire, da accarezzare, da guardare, con cui ridere. Di cui stupirsi. Oscillo, ma ci sono. Un pò animaletto ferito, ma curioso.
Poi il cammino lentissimo. La cucina completamente allagata per le violente piogge invernali, un lavoro brutto in un posto peggiore e maleodorante, gli amici di lavoro sparpagliati dalla distanza e dallo scoraggiamento. La serata da incubo in cui lo studio ha chiuso con te (capo e mentore) che mi vomiti addosso tutta la tua frustrazione umiliandomi per il gusto di sentire il potere.
E ogni pochi mesi tutto da rifare.
Ma sempre l'ostinazione di tenere vicine solo le cose che contavano veramente anche quando era facile davvero appigliarsi a finte ceretezze di convenienza.
Un anno in un una casa diventata ostile, in una pelle che non faceva più da scudo e sembrava lasciarmi scoperta ad ogni intemperia esterna.
Sempre la certezza che il cammino doveva avere il mio ritmo, anche a chi mi diceva che era lento.
Ora, un anno dopo, una VITA NUOVA. Al mare con gli amici vicini in questi mesi, parole calde e colorate, vento tra i capelli e abbracci. Il compleanno di C., aperitivo allegro e complimenti e premure di amiche nuove e intense.
Nuovi interessi (o forse i miei di sempre, ma ritrovati più intensi). Mille contatti e menti, mille letture e tanta umanità. Il bene che esce quando vuole e con chi vuole, sereno senza aspettarsi nulla in cambio. Anche con chi non lo merita davvero. Anche con il mio ex. Irrispettoso ed egoista. Per lui sono stata negli ultimi mesi, magazzino e fonte di conferma per un ego incerto.
Sorrido, anche con punte di amarezza.
La nuova fusis, più forte e più disposta ad essere debole quando serve, più consapevole. Nuove abitudini, nuovi percorsi. Nuovi occhi che sorridono.
E una nuova anima da scoprire...con cui dormire, da accarezzare, da guardare, con cui ridere. Di cui stupirsi. Oscillo, ma ci sono. Un pò animaletto ferito, ma curioso.
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