mi culla delicata con la sua voce profonda e le note intense. Mi accarezza il cuore e dice al mio posto la profondità di pensieri ed emozioni...
giovedì 25 dicembre 2008
lunedì 22 dicembre 2008
COME SI FA?
Seguilo nel suo mondo. Nella sua musica, nella sua pazienza e nei suoi silenzi. Impara dai suoi occhi e dalle sue mani calme e ferme. Ruba i modi pacati e lo sguardo limpido.
Amalo. Amalo di più. E quando sei stanca e ti sembra di non farcela, di non capirlo, amalo ancora.
Credo che il segreto sia solo questo.
Amalo. Amalo di più. E quando sei stanca e ti sembra di non farcela, di non capirlo, amalo ancora.
Credo che il segreto sia solo questo.
giovedì 18 dicembre 2008
a cuore aperto
Ti voglio bene..sei una persona morbida e affettuosa. Consoli sempre gli altri e lasci dietro le tue debolezze. Lasci nervi scoperti che a volte gli altri toccano facendoti male. Perché non sanno. Ma la tua aria sempre dinoccolata e pacata inganna. Cazzeggi indolente scherzando su ogni cosa, sembri lasciarti trasportare e poi..d’improvviso cerchi abbracci e rifugio.
mercoledì 17 dicembre 2008
mettila come te pare!!!
e come la metti la metti, come la giri la giri..tutte le rogne, i dolori, i fastidi, le grane di questo periodo se guardo indietro...sono frutto della mia certosina costruzione a c...!! Niente viene per caso e chi semina vento raccoglie tempesta. La sfiga non esiste, sono stata primaria e cosciente artefice di ogni passo. E se guardo indietro ogni passo mi ha portato esattamente nella posizione in cui sono ora. Insomma la direzione l'ho scelta..mica ci sono capitata!
..non è un piangersi addosso, al contrario. E' in parte un'assunzione di responsabilità ed in parte un'assunzione di potere..se davvero ogni cosa uno la persegue, anche quando si incaglia può venirne fuori. Può cambiare rotta. Può riprendersi la felicità.
Come la giri la giri... bisogna cominciare a girarla meglio!
..non è un piangersi addosso, al contrario. E' in parte un'assunzione di responsabilità ed in parte un'assunzione di potere..se davvero ogni cosa uno la persegue, anche quando si incaglia può venirne fuori. Può cambiare rotta. Può riprendersi la felicità.
Come la giri la giri... bisogna cominciare a girarla meglio!
giovedì 11 dicembre 2008
GRANULAR SYNTHESIS

non so da dove cominciare..il tempo è così veloce e denso e succedono milioni di cose e persone e fiati e pensieri e parole e racconti e sentimenti.
Presa in un vortice che mi rapisce, con la convinzione iniziale che per non affogare avrei dovuto muovermi e agitarmi e cercare e poi..la conferma che a volte sono anche gli altri a muoversi e a noi basta aspettare...
Tutti i rapporti diventano intensi..e le parole con le persone superano la barriera del pelo d'acqua, immergendosi a fondo e rivelando storie e riflessioni in cui fa piacere perdersi. Anche davanti ad una pozzanghera mentre porti a spasso il cane o con le buste della spesa o davanti ad un bicchiere di vino e pizza portata a casa sopra una tovaglia a fiori, con tovaglioli di carta.
E' che tutto diventa un pò magico quando le persone svelano il loro animo e mi sembra di avere la chiave in dono. La chiave di apertura.
Persone fino a ieri nei loro cappotto ordinari, dentro sciarpe e guanti..che in un attimo hanno una luce e un'umanità splendenti.
Insomma accompagnata dalla fortuna e dalla presenza. Sostenuta dalla capacità di insinuarmi leggera negli spiragli e nelle pieghe che ognuno di noi lascia aperti agli altri. E sento il battito e le pulsazioni di ogni persona che mi è davanti.
E se è facile lamentarci della stupidità e della superficilità diffuse, io invece voglio ringraziare l'umanità che incontro e che condivide momenti importanti con me.
VENERDI' sera...seconda cena parentesi maliziosa..finiamo a parlare di religione e del bisogno dell'essere umano di aggrapparsi a qualcosa per non predersi.. per non naufragare con una scialuppa nel mare aperto. Lui è convinto che non sia così.... che ci fanno due in una serata così a parlare di dio? queste sono le digressionmi serali che amo, che sento mie...
SABATO evento alle officine marconi - ROMA (da cui prende il nome il post) installazioni audio e video. Strane, fastidiose, sgradevoli...basta però lasciarsi prendere e lasciare i pregiudizi. Vestita da signorina "tuttopunto", circondata da rasta e punkabestia (ma si scriverà così?) mi lascio trasportare da una manifestazione d'arte che io, da buona esteta, guardo in maniera schizzinosa e scettica. E le imagini ed i rumori mi catturano. Mi portano via. Sento l'angoscia e la fretta, il dolore e il freddo. Sento l'intensità e la nostalgia, l'isolamento e lo smarrimento. Ed è strano il modo in cui vengono trasmesse perchè mentre nel metodo tradizionale siamo abituati a provare emozioni e stati d'animo indotti per empatia (film, canzoni, quadri) e quindi tutte le emozioni sono elaborate dal cervello e filtrate dai nostri ricordi..questa forma di espressione agisce diretamente sul nostro sistema nervoso .. con le luci, colori, suoni e vibrazioni perchè i bassi ti attraversano.
Bello..ne esco dopo aver condiviso questa esperienza con una persona lontana, nuova e sfuggente. Ma le menti sono vicine e sintonizzate sulla stessa lunghezza d'onda e mi sento libera di esprimere i miei contorti ragionamenti senza timore di noia.
DOMENICA toccata e fuga al paesello..poche ore con il mio papi, chiacchiere e una tazza di caffè caldo.
LUNEDI' Sarebbe stato il nostro anniversario...aspetto parole assenti e so che mi pensi. e so che non avrai il coraggio. E non mi va di averlo per te. Sono confusa. molto confusa adesso e così mi siedo all'imbocco del bivio. Mi siedo su una pietra tonda e aspetto. Guardo i due sentieri, ascolto lo scorrere dei miei pensieri e aspetto.
Sfuggo alla lontananza, esco per una cioccolata calda e approfitto per chiarire una situazione sospesa che mi impediva di essere tranquilla e, stranamente dopo aver dato libero corso alle parole, tutto scorre liscio e ritorna la voglia e il piacere di un abbraccio e la dolcezza di una presenza rassicurante.
MARTEDI' trovi il coraggio del giorno prima. Galleggio in un fluido denso e tiepido senza sapere bene come muovermi. Decido per un incontro pomeridiano di sabato e mi sembriamo due scemi...ma lascio che qualcosa scorra, per una volta senza preoccuparmi troppo..lascio a te il tuo ruolo di uomo.
venerdì 5 dicembre 2008
TREMONTI TRRREMA!!
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/cei-contro-tremonti/cei-contro-tremonti.html
penso che in una società ci siano delle priorità. Penso che soprattutto quando c'è crisi e pochi soldi è normale che il governo faccia delle scelte. Questo sì, questo no. Penso che per ogni scelta accontenti qualcuno e renda insoddisfatti altri. Penso però che ci siano degli aspetti fondamentali per la vita di tutti. E questo in maniera inopinabile. Penso che ci siano delle scelte oggettivamente prioritarie, legate alla salute, alla vita di tutti. Dei diritti fondamentali che vanno garantiti. difesi. Offerti.
Taglio ai fondi per la ricerca, taglio dei fondi per molte società che hanno messo alla porta i giovani con contratti a tempo determinato o a progetto. Tagli per l'università. Tagli a moltissimi sevizi sanitari e asili scuole..a proposito di scuola tagli per ogni dove...ma L'INSEGNAMENTO DELLE SCUOLE CATTOLICHE NON SI TOCCA. e perchè??
Non eravamo in uno stato laico?
Io pago le tasse ad uno stato laico "fondato sul lavoro" e non credo assolutamente che l'insegnamento religioso sia un diritto inalienabile. credo invece che il diritto al lavoro sia inalienabile, che il diritto ala salute sia inalienabile, il diritto all'istruzione (intesa però in senso ampio) sia inalienabile..NON IL DIRITTO ALL'INSEGNAMENTO RELIGIOSO. Quanti anni ancora dovremo piegare il capo all'ingerenza cattolica? Quanto ancora avremo conflitti tra potere religioso e potere temporale? azz è dal Medioevo che andiamo avanti...
penso che in una società ci siano delle priorità. Penso che soprattutto quando c'è crisi e pochi soldi è normale che il governo faccia delle scelte. Questo sì, questo no. Penso che per ogni scelta accontenti qualcuno e renda insoddisfatti altri. Penso però che ci siano degli aspetti fondamentali per la vita di tutti. E questo in maniera inopinabile. Penso che ci siano delle scelte oggettivamente prioritarie, legate alla salute, alla vita di tutti. Dei diritti fondamentali che vanno garantiti. difesi. Offerti.
Taglio ai fondi per la ricerca, taglio dei fondi per molte società che hanno messo alla porta i giovani con contratti a tempo determinato o a progetto. Tagli per l'università. Tagli a moltissimi sevizi sanitari e asili scuole..a proposito di scuola tagli per ogni dove...ma L'INSEGNAMENTO DELLE SCUOLE CATTOLICHE NON SI TOCCA. e perchè??
Non eravamo in uno stato laico?
Io pago le tasse ad uno stato laico "fondato sul lavoro" e non credo assolutamente che l'insegnamento religioso sia un diritto inalienabile. credo invece che il diritto al lavoro sia inalienabile, che il diritto ala salute sia inalienabile, il diritto all'istruzione (intesa però in senso ampio) sia inalienabile..NON IL DIRITTO ALL'INSEGNAMENTO RELIGIOSO. Quanti anni ancora dovremo piegare il capo all'ingerenza cattolica? Quanto ancora avremo conflitti tra potere religioso e potere temporale? azz è dal Medioevo che andiamo avanti...
venerdì 28 novembre 2008
DIVAGAZIONI

Buffe sorprese inaspettate e provocate. 16 anni dopo. Eravamo due ragazzini. Io due anni più grande..un po’ strafottente con la vita che sentivo di avere in pugno. Anticonformista per principio, diretta anche troppo e precipitosa, istintiva. Un animaletto selvatico e sfuggente che credeva che la filosofia desse le armi per capire quasi tutto. La chiave di lettura. Snob culturale, dedita ad interessi puramente intellettuali ..unico sport ammesso le arti marziali disciplina per corpo e anima.
Lui bello come un dio greco, ma buono, troppo buono. Di quella purezza e semplicità d’animo da ammirare. Guardava il mondo con occhi spalancati e le braccia aperte ad accoglierlo. Sempre a faccia avanti senza paura. Piccolo..mi sembrava così piccolo..due anni nella mia mente di quasi 18enne si dilatavano a dismisura. Principi morali ferrei e rigidi , radicati nella mente e nel cuore che facevano rabbrividire la mia voglia di esplorare senza limiti che non fossero quelli scelti da me e me sola.
Una corte discreta la sua, una presenza delicata e premurosa. Piacevoli compagni di chiacchierate nelle sere di una estate che finiva. Nell’aria fresca che sfumava di rosso tra le sedie del bar de santis, sul corso principale. Mettiamoci pure un fisico (il suo) da nuotatore e modi gentili. Mente acuta e atteggiamento posato.
Ed io, selvaggia e testarda come sempre … con la testa persa dietro un nanetto irsuto e spigoloso che mi maltrattava o alpiù mi ignorava. Uno che “mi basta il mio mondo interiore, ho problemi, mi faccio le canne per dimenticare il vuoto esistenziale”, ma che forse di vuoto aveva solo la testa.
E così, dopo pochi giorni lo lasciavo con un palmo di naso decidendo di continuare a soffrire per il nanetto … perché quella era la mia missione!!!!.
Nanetto mai più rivisto dai tempi del liceo e dal mio trasferimento a roma. LUI invece lo rivedevo di tanto in tanto. Nel quartiere degli studenti dove alla fine ci si rincontrava tutti. Ci incrociavamo con i rispettivi “fidanzati”, o da soli , al supermercato. Due parole distratte e veloci ed io sempre con la paura che prima o poi mi avrebbe lanciato frecciate per come lo avevo trattato. Ma la sua bellezza insieme all’età ormai lo rendeva sicuro..quindi parole banali… come stai cosa fai come va il lavoro ti sei laureata. E più lo vedevo sicuro e più pensavo che nel cambio ero stata sciocca davvero ecchettelodicoafare!!! Poi blackout … di almeno 5 anni.
Lo ritrovo su faccia libro … appuntamento per aperitivo che si trasforma in cena. Trovo dopo anni un ingegnere, un uomo con qualche capello bianco. Più sicuro, più rigido. Giacca camicia curato..Ci muoviamo in una serata asettica senza particolare intensità. Ma piacevole, rilassata. Raccontiamo del lavoro … il suo, il mio. La vita domestica. Glisso sulle mie recenti vicissitudini. Parliamo dei nostri passatempi..la cena finisce. Mi accompagna a casa. Mi sembra a volte che i ruoli siano ribaltati, a volte che non ci siano.
Arrivati sotto casa, a sorpresa, fa qualche battuta maliziosa. Mi sembra più per “dovere di cronaca” che per gioco reale. Non raccolgo. Continua e alza il tiro…ascolto le parole tanto temute. Mi rimprovera per come l’ho trattato, mi dice che ci è rimasto male, che era preso, si lamenta e vorrebbe quasi le scuse indirette , una sorta di ammissione di colpa. Lo accontento… certo UN NANETTO CONTRO UN DIO GRECO..CHE HO DA DIRE SE NON CHE NEGLI ANNI LO GUARDAVO DI SOTTECCHI PENSANDO CHE NEL CAMBIO NON CI AVEVO DAVVERO GUADAGNATO!!! Soprattutto a quell’età. O forse era proprio quell’età che dava vita a quegli equivoci!!
Mi offri qualcosa da bere?... saliamo a casa …. so che dovrei salutarlo, che la sera dovrebbe finire sotto casa. So che è una ulteriore meteora di questo periodo cavo. So che sono una rivincita, una curiosità e una parentesi rimasta aperta troppo tempo. Che la regola è sempre quella di fuggire perché, sarà anche banale, ma alcuni meccanismi sono identici per tutti e poi alla fine chissenefrega!
E che buffo esser qui tanti anni dopo e ritrovarsi, un uomo, una donna, senza più la leggerezza di prima, senza il candore, ma con la serenità e la coscienza e un’anima più pesante. Che buffo specchiarsi nell’altro, che magari ha fatto un percorso diversissimo e che per alcuni aspetti è tuttavia simile. E ritrovare gli stessi capelli bianchi, gli stessi pensieri e preoccupazioni, gli stessi dubbi. E la stessa indipendenza.
Lui bello come un dio greco, ma buono, troppo buono. Di quella purezza e semplicità d’animo da ammirare. Guardava il mondo con occhi spalancati e le braccia aperte ad accoglierlo. Sempre a faccia avanti senza paura. Piccolo..mi sembrava così piccolo..due anni nella mia mente di quasi 18enne si dilatavano a dismisura. Principi morali ferrei e rigidi , radicati nella mente e nel cuore che facevano rabbrividire la mia voglia di esplorare senza limiti che non fossero quelli scelti da me e me sola.
Una corte discreta la sua, una presenza delicata e premurosa. Piacevoli compagni di chiacchierate nelle sere di una estate che finiva. Nell’aria fresca che sfumava di rosso tra le sedie del bar de santis, sul corso principale. Mettiamoci pure un fisico (il suo) da nuotatore e modi gentili. Mente acuta e atteggiamento posato.
Ed io, selvaggia e testarda come sempre … con la testa persa dietro un nanetto irsuto e spigoloso che mi maltrattava o alpiù mi ignorava. Uno che “mi basta il mio mondo interiore, ho problemi, mi faccio le canne per dimenticare il vuoto esistenziale”, ma che forse di vuoto aveva solo la testa.
E così, dopo pochi giorni lo lasciavo con un palmo di naso decidendo di continuare a soffrire per il nanetto … perché quella era la mia missione!!!!.
Nanetto mai più rivisto dai tempi del liceo e dal mio trasferimento a roma. LUI invece lo rivedevo di tanto in tanto. Nel quartiere degli studenti dove alla fine ci si rincontrava tutti. Ci incrociavamo con i rispettivi “fidanzati”, o da soli , al supermercato. Due parole distratte e veloci ed io sempre con la paura che prima o poi mi avrebbe lanciato frecciate per come lo avevo trattato. Ma la sua bellezza insieme all’età ormai lo rendeva sicuro..quindi parole banali… come stai cosa fai come va il lavoro ti sei laureata. E più lo vedevo sicuro e più pensavo che nel cambio ero stata sciocca davvero ecchettelodicoafare!!! Poi blackout … di almeno 5 anni.
Lo ritrovo su faccia libro … appuntamento per aperitivo che si trasforma in cena. Trovo dopo anni un ingegnere, un uomo con qualche capello bianco. Più sicuro, più rigido. Giacca camicia curato..Ci muoviamo in una serata asettica senza particolare intensità. Ma piacevole, rilassata. Raccontiamo del lavoro … il suo, il mio. La vita domestica. Glisso sulle mie recenti vicissitudini. Parliamo dei nostri passatempi..la cena finisce. Mi accompagna a casa. Mi sembra a volte che i ruoli siano ribaltati, a volte che non ci siano.
Arrivati sotto casa, a sorpresa, fa qualche battuta maliziosa. Mi sembra più per “dovere di cronaca” che per gioco reale. Non raccolgo. Continua e alza il tiro…ascolto le parole tanto temute. Mi rimprovera per come l’ho trattato, mi dice che ci è rimasto male, che era preso, si lamenta e vorrebbe quasi le scuse indirette , una sorta di ammissione di colpa. Lo accontento… certo UN NANETTO CONTRO UN DIO GRECO..CHE HO DA DIRE SE NON CHE NEGLI ANNI LO GUARDAVO DI SOTTECCHI PENSANDO CHE NEL CAMBIO NON CI AVEVO DAVVERO GUADAGNATO!!! Soprattutto a quell’età. O forse era proprio quell’età che dava vita a quegli equivoci!!
Mi offri qualcosa da bere?... saliamo a casa …. so che dovrei salutarlo, che la sera dovrebbe finire sotto casa. So che è una ulteriore meteora di questo periodo cavo. So che sono una rivincita, una curiosità e una parentesi rimasta aperta troppo tempo. Che la regola è sempre quella di fuggire perché, sarà anche banale, ma alcuni meccanismi sono identici per tutti e poi alla fine chissenefrega!
E che buffo esser qui tanti anni dopo e ritrovarsi, un uomo, una donna, senza più la leggerezza di prima, senza il candore, ma con la serenità e la coscienza e un’anima più pesante. Che buffo specchiarsi nell’altro, che magari ha fatto un percorso diversissimo e che per alcuni aspetti è tuttavia simile. E ritrovare gli stessi capelli bianchi, gli stessi pensieri e preoccupazioni, gli stessi dubbi. E la stessa indipendenza.
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