dimenticavo....
subito dopo l'approvazione dello scudo fiscale. Dopo gli scandali vari, dopo il circo che siamo diventati, dopo l'intervento autoelogiante del Cavaliere alla presenza di uno Zapatero perplesso. Dopo mesi dagli scandali morali.
Dopo ognuno di questi avvenimenti esco di casa..mi guardo intorno attenta...ci sarà qualcuno arrabbiato, capannelli di gente che organizzano manifestazioni, persone indignate che parlano dell'accaduto come quelli che si formavano la domenica quando abitavo a san lorenzo dopo le partite per sdegnarsi del comportamento dell'arbitro o del guardalinee, signore infastidite che mentre fanno la spesa si lamentano...... almeno qualcuno che legge il giornale indispettito....
NULLA. SILENZIO TOTALE. Allora penso che forse i miei connazionali semlicemente facciano uso di tavor e che quindi tutte le reazioni siano alterate da questo potente farmaco.
Vado in un negozio di musica dove vendono anche biglietti per i concerti. Distribuiscono i biglietti per uto ughi. All'improvviso i biglietti finiscono, il banco chiude e le persone in fila da un pò vengono invitate a tornare l'indomani. PUTIFERIO. Proteste, atti di ribellione, commenti al vetriolo, persone che rimangono lì per una specie di sit in.............. ?????????????????????????????? cioè....fatemi capire BENE.......................... TOCCATECI TUTTO MA NON UTO UGHI?? Fate tutte le schifezze che vi pare, depenalizzate il reato fiscale, abolite la condotta morale e l'esempio che dovrebbe dare un capo di stato, sbaragliate tute le regole elementari di buona educazione, ma non toccateci i biglietti dei concerti???
ma che ci prende??
martedì 6 ottobre 2009
LE CASE 1 puntata
giro per le case a fare sopralluoghi. Ne vedo circa 100 al giorno. 100 vite 100 famiglie. Ne potrei scrivere un libro. Guardo tutto incantata con la curiosità forte che mi accompagna.
e pensieri i libertà..................................
le mogli non scendono in cantina. Hanno paura del buio e degli animali. A malapena sanno dov'è la cantina e se ce l'hanno.
Le mogli non sanno nulla di impianti e appena chiedi loro dettagli tecnici chiamano il marito al cellulare.
Le mogli sono a casa a fare le torte.
Come 50 anni fa.
Le case dei 70enni. Giovani negli anni 60.
Le camerette dei figli ormai grandi sono imbalsamate alla loro adolescenza. Figli con figli a loro volta, figli lontani o vicini o separati o semplicemente ancora lì con i disegni di bambino e i peluches sulle librerie.
Le case dei 70enni hanno il salotto buono e il crocifisso sul letto.
e pensieri i libertà..................................
le mogli non scendono in cantina. Hanno paura del buio e degli animali. A malapena sanno dov'è la cantina e se ce l'hanno.
Le mogli non sanno nulla di impianti e appena chiedi loro dettagli tecnici chiamano il marito al cellulare.
Le mogli sono a casa a fare le torte.
Come 50 anni fa.
Le case dei 70enni. Giovani negli anni 60.
Le camerette dei figli ormai grandi sono imbalsamate alla loro adolescenza. Figli con figli a loro volta, figli lontani o vicini o separati o semplicemente ancora lì con i disegni di bambino e i peluches sulle librerie.
Le case dei 70enni hanno il salotto buono e il crocifisso sul letto.
lunedì 5 ottobre 2009
non è solo lavoro
G. ha deciso di cambiare lavoro. E' uno degli ingegneri più bravi che conosca. Ma è stanco. Non ha il padre ingegnere, nè la fidanzata ricca. Non fa politica. Lavora coscienziosamente ed è onesto. Per questo deve inseguire i clienti per farsi pagare e deve contrattare sul prezzo come al mercato. Lui non è convinto che la sua professionalità possa essere barattata o contrattata.
G. non arriva bene alla fine del mese, dopo i 30 anni abita ancora con i genitori e forse si chiede quando potrà essere indipendente.
A. è demoralizzato. Pieno di talento. Ma vaga per uffici facendo pratiche amminstrative. C'è crisi e gli architetti non li cerca nessuno. A. torna dal comune ed ha incontrato i nostri compagni dell'università. Quelli che studiavano solo per fare contenti i genitori. Quelli che si facevano le canne in bagno e che prendevano sempre tutto poco sul serio. Si sente frustrato perchè loro fanno le stesse cose che deve fare lui. Lui che non dormiva la notte per studiare. Lui che fa disegni meravigliosi con l'anima dentro. Lui che parla poco e che è un pò orso, ma nella progettazione dice milione di cose.
Io passo da un lavoro all'altro senza pace. Corro, rotolo, stringo i denti e i pugni, urlo, mi preoccupo, a volte non dormo la notte e mi chiedo se potrò continuare e mantenere la mia casa. Ascolto lamentele di clienti che mi trattano come una guardia medica senza orari nè vita. Faccio per mesi estenuanti sopralluoghi per un ente che forse pagherà tra sei mesi, forse non pagherà.
Vado in uffici puzzolenti con impiegati (ops scusate tecnici ;)!) svogliati. E a volte mi chiedo se sarebbe il caso di pensare ad un altro lavoro. A volte sono d'accordo con A. e G.
Ma poi entro in cantiere, poi penso che le mie idee si faranno spazi, che una casa demolita diventerà accogliente. Poi guardo una struttura, accarezzo un muro. Poi provoco emozioni con i colori e con le luci. Poi rimango nelle stanze ancora incerte a guardare la danza della luce attraverso le finestre ed osservo cose che vedo solo io.
A volte salgo sulle terrazze inaccessibili di roma e mi sembra di avere tutta la città in pugno...ed anche questo è il mio lavoro. A volte vedo la gioia e la soddisfazione dopo la fatica del cantiere e dopo la preoccupazione..e anche questo è il mio lavoro. In queste volte io so che non potrei vivere senza queste cose e vorrei dire ad A. e a G. che non possiamo mollare. Che non possiamo lasciare tutto nelle mani di raccomandati e furbetti senza cuore nè anima, che non sanno la gioia e l'emozione. Dobbiamo tenere duro per tutti i nostri sogni, per tutte le nottate passate sui libri o davanti al pc. Dobbiamo tenere duro almeno noi.
G. non arriva bene alla fine del mese, dopo i 30 anni abita ancora con i genitori e forse si chiede quando potrà essere indipendente.
A. è demoralizzato. Pieno di talento. Ma vaga per uffici facendo pratiche amminstrative. C'è crisi e gli architetti non li cerca nessuno. A. torna dal comune ed ha incontrato i nostri compagni dell'università. Quelli che studiavano solo per fare contenti i genitori. Quelli che si facevano le canne in bagno e che prendevano sempre tutto poco sul serio. Si sente frustrato perchè loro fanno le stesse cose che deve fare lui. Lui che non dormiva la notte per studiare. Lui che fa disegni meravigliosi con l'anima dentro. Lui che parla poco e che è un pò orso, ma nella progettazione dice milione di cose.
Io passo da un lavoro all'altro senza pace. Corro, rotolo, stringo i denti e i pugni, urlo, mi preoccupo, a volte non dormo la notte e mi chiedo se potrò continuare e mantenere la mia casa. Ascolto lamentele di clienti che mi trattano come una guardia medica senza orari nè vita. Faccio per mesi estenuanti sopralluoghi per un ente che forse pagherà tra sei mesi, forse non pagherà.
Vado in uffici puzzolenti con impiegati (ops scusate tecnici ;)!) svogliati. E a volte mi chiedo se sarebbe il caso di pensare ad un altro lavoro. A volte sono d'accordo con A. e G.
Ma poi entro in cantiere, poi penso che le mie idee si faranno spazi, che una casa demolita diventerà accogliente. Poi guardo una struttura, accarezzo un muro. Poi provoco emozioni con i colori e con le luci. Poi rimango nelle stanze ancora incerte a guardare la danza della luce attraverso le finestre ed osservo cose che vedo solo io.
A volte salgo sulle terrazze inaccessibili di roma e mi sembra di avere tutta la città in pugno...ed anche questo è il mio lavoro. A volte vedo la gioia e la soddisfazione dopo la fatica del cantiere e dopo la preoccupazione..e anche questo è il mio lavoro. In queste volte io so che non potrei vivere senza queste cose e vorrei dire ad A. e a G. che non possiamo mollare. Che non possiamo lasciare tutto nelle mani di raccomandati e furbetti senza cuore nè anima, che non sanno la gioia e l'emozione. Dobbiamo tenere duro per tutti i nostri sogni, per tutte le nottate passate sui libri o davanti al pc. Dobbiamo tenere duro almeno noi.
mercoledì 5 agosto 2009
NUOVA RINASCITA
Un anno esatto o poco più. Un anno troppo difficile. Strappati via i punti fermi, tolte radici e certezze (oggi direi presunte). Un cammino tutto in salita. All'aria amore e lavoro. Amicizie da riallacciare. Vuoto e nero.
Poi il cammino lentissimo. La cucina completamente allagata per le violente piogge invernali, un lavoro brutto in un posto peggiore e maleodorante, gli amici di lavoro sparpagliati dalla distanza e dallo scoraggiamento. La serata da incubo in cui lo studio ha chiuso con te (capo e mentore) che mi vomiti addosso tutta la tua frustrazione umiliandomi per il gusto di sentire il potere.
E ogni pochi mesi tutto da rifare.
Ma sempre l'ostinazione di tenere vicine solo le cose che contavano veramente anche quando era facile davvero appigliarsi a finte ceretezze di convenienza.
Un anno in un una casa diventata ostile, in una pelle che non faceva più da scudo e sembrava lasciarmi scoperta ad ogni intemperia esterna.
Sempre la certezza che il cammino doveva avere il mio ritmo, anche a chi mi diceva che era lento.
Ora, un anno dopo, una VITA NUOVA. Al mare con gli amici vicini in questi mesi, parole calde e colorate, vento tra i capelli e abbracci. Il compleanno di C., aperitivo allegro e complimenti e premure di amiche nuove e intense.
Nuovi interessi (o forse i miei di sempre, ma ritrovati più intensi). Mille contatti e menti, mille letture e tanta umanità. Il bene che esce quando vuole e con chi vuole, sereno senza aspettarsi nulla in cambio. Anche con chi non lo merita davvero. Anche con il mio ex. Irrispettoso ed egoista. Per lui sono stata negli ultimi mesi, magazzino e fonte di conferma per un ego incerto.
Sorrido, anche con punte di amarezza.
La nuova fusis, più forte e più disposta ad essere debole quando serve, più consapevole. Nuove abitudini, nuovi percorsi. Nuovi occhi che sorridono.
E una nuova anima da scoprire...con cui dormire, da accarezzare, da guardare, con cui ridere. Di cui stupirsi. Oscillo, ma ci sono. Un pò animaletto ferito, ma curioso.
Poi il cammino lentissimo. La cucina completamente allagata per le violente piogge invernali, un lavoro brutto in un posto peggiore e maleodorante, gli amici di lavoro sparpagliati dalla distanza e dallo scoraggiamento. La serata da incubo in cui lo studio ha chiuso con te (capo e mentore) che mi vomiti addosso tutta la tua frustrazione umiliandomi per il gusto di sentire il potere.
E ogni pochi mesi tutto da rifare.
Ma sempre l'ostinazione di tenere vicine solo le cose che contavano veramente anche quando era facile davvero appigliarsi a finte ceretezze di convenienza.
Un anno in un una casa diventata ostile, in una pelle che non faceva più da scudo e sembrava lasciarmi scoperta ad ogni intemperia esterna.
Sempre la certezza che il cammino doveva avere il mio ritmo, anche a chi mi diceva che era lento.
Ora, un anno dopo, una VITA NUOVA. Al mare con gli amici vicini in questi mesi, parole calde e colorate, vento tra i capelli e abbracci. Il compleanno di C., aperitivo allegro e complimenti e premure di amiche nuove e intense.
Nuovi interessi (o forse i miei di sempre, ma ritrovati più intensi). Mille contatti e menti, mille letture e tanta umanità. Il bene che esce quando vuole e con chi vuole, sereno senza aspettarsi nulla in cambio. Anche con chi non lo merita davvero. Anche con il mio ex. Irrispettoso ed egoista. Per lui sono stata negli ultimi mesi, magazzino e fonte di conferma per un ego incerto.
Sorrido, anche con punte di amarezza.
La nuova fusis, più forte e più disposta ad essere debole quando serve, più consapevole. Nuove abitudini, nuovi percorsi. Nuovi occhi che sorridono.
E una nuova anima da scoprire...con cui dormire, da accarezzare, da guardare, con cui ridere. Di cui stupirsi. Oscillo, ma ci sono. Un pò animaletto ferito, ma curioso.
domenica 19 luglio 2009
emmò?!
e la paura...la voglia che non finisca mai la voglia che finisca ora e tornare al MIO equilibrio meno pericoloso al quale mi ero abituata e che mi faceva rischiare di meno. Nulla o poco da perdere e comunque molte cose dipendevano da me. La maggior parte.
Voglia di gioia, e che tutto duri e diventi saldo e intenso e la paura che si rompa e di nuovo l'entusiasmo e la dolcezza e la sensazione che dopo un anno era pure ora che tutto girasse di nuovo bene!
E l'abbandono finalmente potersi rilassare. e sorridere e darsi un bacio e la gelosia e la stanchezza.
E lo guardi e ti senti sull'orlo di un burrone..oddio se avanzo un altro millimetro scivolo. E che bello a volte scivolare. "se cadi ci sono io a prenderti" mi dici e il cuore vuole crederci e la ragione tira.
Confusione e mille pensieri e un'altra casa e un'altra vita e altri attimi fino a pochi giorni fa lontani ed ora...
ed ora....
ed ora...
Voglia di gioia, e che tutto duri e diventi saldo e intenso e la paura che si rompa e di nuovo l'entusiasmo e la dolcezza e la sensazione che dopo un anno era pure ora che tutto girasse di nuovo bene!
E l'abbandono finalmente potersi rilassare. e sorridere e darsi un bacio e la gelosia e la stanchezza.
E lo guardi e ti senti sull'orlo di un burrone..oddio se avanzo un altro millimetro scivolo. E che bello a volte scivolare. "se cadi ci sono io a prenderti" mi dici e il cuore vuole crederci e la ragione tira.
Confusione e mille pensieri e un'altra casa e un'altra vita e altri attimi fino a pochi giorni fa lontani ed ora...
ed ora....
ed ora...
martedì 7 luglio 2009
Coldplay - Don't Panic
da una persona che rimane speciale. Una parte, un cuore, una lacrima, un'emozione. Un abbraccio forte. Una pace. Un sorriso, un maglione caldo. Un posto dove togliere l'armatura e stare tranquilli.
venerdì 3 luglio 2009
personcina
C’è una persona che si prende cura di me. Ricorda le giornate dure e si preoccupa di saperne l’esito. Attento e dolce, per nulla complicato. A messaggio risponde, a telefonata richiama. E dopo tutti i poeti distratti e patetici direi che ci voleva. Ma la corazza non cade ancora e tentenno. Credevo di non essere davvero capace di stare da sola ed ora mi ritrovo a guardare un’eventuale situazione di coppia con scetticismo, perplessa.
Per ora cammino lenta e lo guardo un po’ da lontano….!
Per ora cammino lenta e lo guardo un po’ da lontano….!
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