lunedì 13 ottobre 2008

domenica

Mi hai svegliata. Dopo una notte di festa ed alcol. Dopo il mal di testa e lo stomaco sossopra. Sono arrivata ad aprirti con un solo salto. Dal sonno profondo al cuore che batte all’impazzata. Mi hai abbracciata, ancora con il calore del letto, i segni del cuscino. Arruffato come un uccellino anche tu. Con il mio regalo ed un sorriso. Con la barba che ti protegge dall’esterno ed una strana maglia grigia. Ad un certo punto poso le mie labbra sulle tue. Con tutta la delicatezza che posso e con tutto l’amore …… in quelle labbra mille parole che non ti saprei mai dire in modo migliore.
Sento l’energia che passa. Sento l’emozione, la mia la tua mista a paura. Ti lascio andare e mi guardi stupito … mi chiedi il perché, mi dici che non te lo aspettavi, che non c’entrava niente. Ma non sei arrabbiato. Forse stupito o preoccupato del balzo che ha fatto il tuo cuore vicino al mio o forse solo la sorpresa. Il perché è facile … mi è scappato l’amore di fuori. Mi hai chiesto perché ed io ho girato intorno alle parole, giustificando la cosa con uno slancio. Ma la risposta erano solo due parole corte corte, che non ti ho detto e che mi continuavano ad uscire dagli occhi.
Ti amo. Con tutta la forza che riesco a contenere e non vedo perché non dovrei. Alla fine le cose faranno il loro corso comunque o tornerai o smetterò, troppo stanca per aspettare ancora.
“Potrei parlare, discutere, stringere i denti, sorridere, mentire infinitamente, dire e ridire inutilità
….. quello che sento dentro un cielo immenso dentro”

domenica 12 ottobre 2008

the day after

passato il compleanno, festeggiato..bene male non lo so...il pensiero era un pò con me e un pò no. Una torta l'ho comprata con tutte le candeline da spegnere in un soffio dopo il desiderio. Altre due torte sono state delle sorprese.
Un giorno di festeggiamenti che mi ha lasciato una certa gioia dentro, gioia ed energia durata solo due giorni..sfumata per parole dette fuori luogo.
Decido di dedicare tempo solo quando ne vale la pena, di vivere serenamente la solitudine, di sceglierla a volte, quando c'è bisogno di pensare, di non fare ancora più confusione di quanta già se ne abbia dentro. Lo guardo da lontano e non voglio farlo andare via. Tutta la mia pelle, gli occhi, le mani gli vanno incontro...
oggi c'è di nuovo tanta luce nella mi casa. il sole la inonda. le idee sono chiare. si soffre un pò, ma si deve tenere duro.

in questo periodo una cosa strana...immagino prima le cose che succedono. alcune le sogno, altre mi vengono in mente come sensazioni nette e nitide, come se qualcuno mi raccontasse le situazioni un attimo prima. un pò mi piace e un pò mi spaventa. Credo di sapere anche come andrà a me, ma me lo tolgo dalla mente......non voglio cadere
mi sento forte in questo momento. forte e decisa. della forza data dalla chiarezza.

martedì 7 ottobre 2008

telefono

Mi chiami. Chiudo il tel. So già cosa vuoi chiedermi, quindi ti precedo e ti mando un mess con la risposta. Ma non ho voglia di sentirti.
Mi richiami stamattina..stessa domanda.. Vuoi sapere del nostro cane che per poco non moriva, vuoi saperlo ora che è fuori pericolo perché prima di renderti conto della gravità della cosa è passato un giorno.. e vuoi sapere quanto ho speso, vuoi fare i conti. NON MI VA di parlare di soldi ora con te
“non ti è arrivato il messaggio?”…….”Sì, ma volevo sentirlo dalla tua voce”.
Ok ora lo hai sentito. Tra qualche giorno ti trasferirai. Andrai ad abitare vicino al tuo lavoro e alla tua nuova fiamma. Chissà..forse mi dirai almeno l’indirizzo..come se poi servisse a qualcosa sapere dove vivi e dove respiri e quanto la vedrai più spesso..bastano due passi per raggiungerla..allungare una mano. Tronco la conversazione. Mi saluti dicendo “vabbè, ti lascio in pace…”
Almeno provaci.
Domani compleanno...rovinato, triste, inutile. ma domani magari mi sembrerà diverso

giovedì 2 ottobre 2008

CERTEZZA DELLA PENA

No, non è un post politico. Lontano anni luce.
Immaginavo invece quanto sarebbe più facile sopportare la sofferenza (almeno quella legata ad alcuni eventi) se ne sapessimo dall'inizio la durata. Non mangi, non dormi, non vuoi fare nulla..magari piangi, ma sai, che ne so, che dopo due, tre mesi, un anno sarai felice: di quella felicità piena e completa, quella che ti fa dimenticare le ferite e le cicatrici. Allora sarebbe tutto più sopportabile....conteresti i giorni, le ore, guarderesti le stagioni con calma perchè atnto sapresti che dopo, passato quel tempo, la luce arriverà di nuovo intensa. Invece spesso è l'incognita che spaventa. Sarò di nuovo così felice? Vedrò di nuovo i colori così forti? Le emozioni così intense? Dormirò ancora un sonno bambino con i pugni chiusi vicino al viso?
La certezza della pena aiuterebbe..ne sono convinta!

mercoledì 1 ottobre 2008

Franco Battiato - L'animale

E NON SI ARRENDE MAI..e non sa attendere

martedì 30 settembre 2008

ECCOMI..SONO IO SONO ME!!

giuro che tenterò di smetter di frullare le scatole alle persone con la tristezza!!!!!!!!!!!!! sono tornata!!!

QUATTRO CAPELLI

stamattina ho trovato sei capelli bianchi nella mia frangetta. A luglio ne avevo solo due. Mi sono cominciati a venire nel 2000, alla morte di mia nonna materna...una nonna che mi adorava incondizionatamente e che ho imparatao ad amare solo quando io ero più grande e lei stava già male. Ma abbiamo stabilito proprio per questo un rapporto profondissimo ed esclusivo. Un linguaggio solo nostro..fatto di sguardi e parole strane. A dire la verità allora mi erano diventati bianchi alcuni peli delle sopracciglia...(per fortuna quelli che mi tolgo al centro!!!).
Da allora mi spuntano capelli bianchi solo dopo periodi di pena. Quindi quattro capelli sono per la pena degli ultimi mesi...........direi che basta.
Quattro capelli sono molti, e chissà quanti non ne vedo e non ne ho contati.
Molte notti insonni, molti sorrisi chiusi, molte risate morte in gola.
bEH..il dolore ci sarà ancora....ma a sprazzi, naufrago in una forza ritrovata. Più di tutto ora mi ferisce il deserto, il silenzio, la scelta alternativa e facile che ha fatto. Ma ogni scelta parla di noi. Di quello che siamo, di quello che vorremmo essere. E il dolore ci lascia nudi di fronte alla vita e agli altri. Allora da lontano osservo, anche quello che non vorrei. Ma va bene così.
Si ricomincia....