Banalizziamo, ma diciamo la verità di ora. Svegliamoci dagli schemi e da quello che ci hanno insegnato anche con fatica negli anni. Riconosciamo il tyempo che è corso via stravolgendo ogni cosa.
giovedì 25 giugno: sciopero generale proclamato dai sindacati con relativa manifestazione in piazza.
Da anni, da quando lavoro, e questo è paradossale, non partecipo più a manifestazioni erelativi scipoperi. Lo sciopero si utilizzava prima, quando la forza lavoro era fondamentale, le macchine dell'industria non realizzavano tutta la produzione ed aveva un senso bloccare l'economia ed il guadagno. Aveva senso poi quando c'erano i primi contratti di lavoro regoleri per stabilire regole e paletti che salvaguardassero i lavoratori.
Ora: nessuno ha un contratto, quasi tutte le persone della mia età hanno contratti di collaborazione o a progetto. Molti laureati meritocrazia zero..siamo troppi ed indistinti. Quando ci assentiamo dal lavoro nessuno fa una piega. Anzi. Qualche capo è pure contento e segna una somma a caso da detrarre dal nuovo stipendio.
Noi professionisti invece stretti dal cappio partita IVA, senza malattia nè ferie nè tredicesima, speriamo solo di stare sempre bene e guardiamo il sole come se ci dovese essere sempre. Sguardo fisso verso il sogno che inseguiamo. Non c'è tempo nè spazio per vacanze, per manifestazioni, per scioperi. Per dire cosa a chi poi? Il paradosso è che ora queste manifestazioni e scioperi li fanno si pochissimi privilegiati con il contratto a tempo indeterminato...
Giovedì 25 ero in cantiere come sempre . Tutti gli operai presenti. Anche loro lontani dallo sciopero...gli tolgono la giornata e nessuno di loro se lo può permettere. Così i lavoratori del discount, le signore delle pulizie, le commesse, gli autisti degli autobus che ormai nemmeno loro lo fanno più lo sciopero.... Accaldata e molto preoccupata per il ritardo dovuto ad una città presa in ostaggio da un corteo fatto passare nei soliti posti alla solita ora con nessuno che ci presta più attenzione. Un corteo fatto di palloncini e striscioni..più simile ad una festa, ad una gita che ad una protesta. Mi chiedo...serve a qualcosa?Non è forse meglio protestare DAVVERO? Fare piuttosto che continuare a chiacchierare? Sospendere il consumo di benzina per x giorni, i consumi futili per x giorni, il pagamento delle tasse tutti? delle bollette? Insomma servono ancora queste passeggiate festose e d incanalate o è ora di protestare davvero?
non ci facciamo prendere in giro
domenica 27 giugno 2010
giovedì 17 giugno 2010
SILENZIO
In palestra. Fine di una giornata pesante. Troppe parole, scontri, troppa fretta e nessun tempo per i pensieri lievi. Il corpo ha bisogno di essere sgranchito. Tapis roulant con le cuffie. Musica che mi carica. Il resto canticchio e mi perdo nei pensieri. Arrivo alla fine dell’allenamento nel bagno turco e mi faccio cullare dal vapore, dal buio e dall’assenza di movimenti e suoni. E invece no…. Signore che parlano, mani che sfregano, guanti di crine, creme con troppi odori. Risate e discorsi che mi strappano via dalla bolla e mi riportano con violenza al mondo esterno. L’incantesimo è rotto. Fuggo..ma anche nello spogliatoio non riesco a trovare pace.
In questi momenti mi rendo davvero conto di quanto io abbia bisogno di silenzio e solitudine.
In questi momenti mi rendo davvero conto di quanto io abbia bisogno di silenzio e solitudine.
martedì 8 giugno 2010
SEMPRECONTROTEMPO

mentre i miei coetanei facevano bisboccia studiavo come una forsennata. 20 anni e dimostrarne 60.
mentre loro si sistemavano (laurea, fidanzato ufficiale) io svolazzavo per nutrire la mia creatività e lasciavo il mio fidanzato storico in allarme da soffocamento e l'urgenza di uscire dagli schemi.
mentre gli altri tiravano il fiato con lo studio io tagliavo il traguardo laurea lavoro e convivenza insieme.
mentre si sposavano e aspettavano figli, lasciavo convivenza e lavoro stabile, stanca di falsi rapporti e sfruttamenti lavorativi.
...possibile che io sia sempre controtempo?
domenica 30 maggio 2010
roma roma roma...

sono vissuta per i primi 18 anni in una cittadina di provincia bella e fredda. Dopo il liceo fuga per roma, all'università. Oggi ne ho 35 e sono ancora qui. Ma sì...caotica confusa e spesso nervosa. Ultimamente un pò cattiva e sporca più del solito. Ma roma è come un amante..ne vedi i difetti ma hai sempre l'impressione che siano meno dei grandi pregi. Insomma, ti respinge, ti fa arrabbiare e il traffico e la vita frenetica e la cattiveria e le cose, mille, che non funzionano. Però basta un tramonto dietro il colosseo o un cielo azzurroazzurro di quelli con la luce strana che illumina il travertino dei momumenti...e le sbavi dietro. E non vorresti essere da nessuna altra parte.
Io per i primi 18 anni mi sentivo sempre un pò estranea. A tutto ed un pò a tutti. Regole precise a cui conformarsi, poche sfumature e poche categorie e la mia non c'era. Nè quella delle mia famiglia. Genitori separati, una madre appassionata di psicologia e yoga, un padre con mille passioni sportive tranne il calcio...da adolescenti sembra che tutte le differenze ti taglino fuori.
IO nonostante tutti incasini e i difetti vorrei ringraziarla questa città con i romani anche, perchè qui mi sento a casa anche quando sono in piazza.
PARIOLINI E PRATAIOLI
Pariolini: esemplare umano di taglia media che popola le zone esclusive della città: i Parioli (da cui prende il nome), zona Trieste, collina Fleming, Cortina D’Ampezzo, e limitrofe. Vestito di tutto punto (e marche), macchinato, motorinato. Se adolescente frequenta rigorosamente scuole private, vaga per aperitivi a ponte milvio e ristoranti di gran moda. Se adolescente donna è bionda e piastrata, in perenne tiro…stiratapettinatatruccatataccatissima che io mi chiedo ma come ce la fanno..sarà l’età che comincia a far vedere i primi cedimenti???? Donne e uomini di mezza età sono spesso frequentatori di cliniche estetiche.
Il pariolo quarantenne, detto anche PARIOLO STANCO… famiglia bene, un professionista affermato o spesso alla guida della società di famiglia o alla guida della dissipazione del patrimonio familiare accumulato dagli avi. Vuole far vedere il suo status sociale, ma anche no. Vuole andare in locali a la page..ma finge di no. E’ in genere belloccio, palestrato, sposato, dotato di macchina finta alternativa o di moto vintage. Vorrebbe essere alternativo e fuggire dal mondo patinato a cui è abituato, ma alla prima difficoltà la sua ribellione implode per tornare veloce tra i cuscini di mammà.
I PRATAIOLI: mai esaminati e mai sotto la lente di in gradimento, ma i prataioli hanno un altro aspetto ed un altro modus vivendi: esemplare umano di taglia medio-grande si aggira, come dice il nome stesso, per il quartiere Prati, dove lavora e vive. Professionisti affermati e trafelati sono palestrati ed abbronzati, spesso single di secondo pelo con una convivenza o un matrimonio alle spalle. Più colti e nevrotici dei cugini parioli, manifestano la loro disponibilità economica in maniera funzionale. Soldi ostentati sì, ma per abiti, borse, automobili pratici. Smart, borse piquadro….
Prima generazione benestante, talvolta di origine comunista, si gode la comodità assumendo un tocco snob. Le donne spesso vanno in palestra e anche ad età avanzate sono in forma. Il pilates è di gran moda
In tutta questa osservazione ho solo una cosa seria da dire … i figli sono un lusso. Non ho mai visto tante famiglie numerose come in questi due quartieri danarosi..ma non dovrebbe essere il contrario? Non erano i poveretti a far tanti figli?!?!
Il pariolo quarantenne, detto anche PARIOLO STANCO… famiglia bene, un professionista affermato o spesso alla guida della società di famiglia o alla guida della dissipazione del patrimonio familiare accumulato dagli avi. Vuole far vedere il suo status sociale, ma anche no. Vuole andare in locali a la page..ma finge di no. E’ in genere belloccio, palestrato, sposato, dotato di macchina finta alternativa o di moto vintage. Vorrebbe essere alternativo e fuggire dal mondo patinato a cui è abituato, ma alla prima difficoltà la sua ribellione implode per tornare veloce tra i cuscini di mammà.
I PRATAIOLI: mai esaminati e mai sotto la lente di in gradimento, ma i prataioli hanno un altro aspetto ed un altro modus vivendi: esemplare umano di taglia medio-grande si aggira, come dice il nome stesso, per il quartiere Prati, dove lavora e vive. Professionisti affermati e trafelati sono palestrati ed abbronzati, spesso single di secondo pelo con una convivenza o un matrimonio alle spalle. Più colti e nevrotici dei cugini parioli, manifestano la loro disponibilità economica in maniera funzionale. Soldi ostentati sì, ma per abiti, borse, automobili pratici. Smart, borse piquadro….
Prima generazione benestante, talvolta di origine comunista, si gode la comodità assumendo un tocco snob. Le donne spesso vanno in palestra e anche ad età avanzate sono in forma. Il pilates è di gran moda
In tutta questa osservazione ho solo una cosa seria da dire … i figli sono un lusso. Non ho mai visto tante famiglie numerose come in questi due quartieri danarosi..ma non dovrebbe essere il contrario? Non erano i poveretti a far tanti figli?!?!
venerdì 2 aprile 2010
DOPO PASQUA PERO' ;)
Dopo pasqua voglio risolvere molte cose sospese.
Dopo pasqua voglio riprendere bene le redini di alcuni lavori. Voglio capire cosa voglio davvero per me. Voglio riavere vicino i miei amici senza rinunciare. Voglio imparare di nuovo a stare da sola. Voglio riordinare l’armadio. Voglio smettere di accontentarmi e di non voler vedere. Voglio riparlare spagnolo. Voglio ballare di nuovo. Voglio vedere altre prospettive che il passo a due. Voglio imparare a dire anche le cose che fanno rimanere male. Le cose che non vanno bene a me. Voglio imparare a chiedere per me.
Dopo pasqua però che già quella dell’anno scorso è stata impegnativa………………………………….
Dopo pasqua voglio riprendere bene le redini di alcuni lavori. Voglio capire cosa voglio davvero per me. Voglio riavere vicino i miei amici senza rinunciare. Voglio imparare di nuovo a stare da sola. Voglio riordinare l’armadio. Voglio smettere di accontentarmi e di non voler vedere. Voglio riparlare spagnolo. Voglio ballare di nuovo. Voglio vedere altre prospettive che il passo a due. Voglio imparare a dire anche le cose che fanno rimanere male. Le cose che non vanno bene a me. Voglio imparare a chiedere per me.
Dopo pasqua però che già quella dell’anno scorso è stata impegnativa………………………………….
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